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Il Core come Bussola: Orientare Forza, Movimento e Presenza

Nel corpo il centro non è solo un luogo anatomico, è un sistema vivo che si organizza, é movimento, forza e stabilità. 

Il core - quel nucleo profondo che include pavimento pelvico, addome, diaframma e muscoli lombari - non è un punto da attivare, ma una bussola da seguire.

Quando lo ascoltiamo, orienta il gesto. 

Quando lo ignoriamo, il movimento diventa disorganizzato.



 

 

 

IL CENTRO COME PRINCIPIO DI ORIENTAMENTO 

 

Nel movimento il centro è ciò che da senso alle periferie.

Le braccia e le gambe si muovono con precisione solo se il core è presente.

Ma questa presenza non è rigida: è una forza calma, una stabilità che respira. 

Allenare il core non significa irrigidirlo, ma renderlo capace di rispondere, adattarsi e sostenere il movimento.

 

 

FORZA CHE NON IMPONE, MA SOSTIENE

 

La forza del core è diversa della forza muscolare visibile.

E' una forza che non impone, ma sostiene.

E' quella che ci permette di stare in piedi senza sforzo, di muoverci con grazia e di contenere gli impulsi del corpo che nascono prima della volontà cosciente come per esempio:

 

- L'impulso a collassare quando si perde l'equilibrio 

 

- L'impulso a spingere troppo quando si vuole stabilizzare 

 

- L'impulso a trattenere il respiro quando un esercizio richiede forza

 

- l'impulso a stringere l'addome superficiale invece di lasciare che il centro profondo risponda 

 

- L'impulso ad accelerare quando il movimento diventa impegnativo

 

- L'impulso a bloccare il bacino quando ci si sente instabili.

 

 

E' la forza che protegge senza chiudere, che guida senza dominare.

 

 

PRESENZA INCARNATA 

 

Orientare la presenza attraverso il core significa abitare il corpo con consapevolezza.

Significa sentire il respiro che si espande nel bacino, percepire la colonna che si allunga, riconoscere il confine tra dentro e fuori.

Il core diventa un luogo di ascolto, un punto di riferimento interno che ci permette di scegliere come muoverci, come rispondere, come essere.

 

 

PRATICHE SUGGERITE PER MIGLIORARE LA CONSAPEVOLEZZA DEL CORE 

 

- Respirazione diaframmatica in posizione supina, con attenzione al movimento del bacino.

Gonfio l'addome inspirando e lo sgonfio espirando. 

In questo modo il diaframma si abbassa quando inspiriamo e si solleva quando espiriamo.

 

- Attivazione del trasverso dell'addome in esercizi lenti e consapevoli, evitando l'attivazione superficiale del retto dell'addome.

Attivare il trasverso significa attivare quel muscolo, anche definito come il corpetto naturale, che ci permette di risucchiare in dentro tutto l'addome. 

 

- Movimenti spirali che partono dal centro e si espandono verso le estremità, come onde.

Le spirali non sono semplici torsioni.

La torsione ruota un segmento; la spirale propaga un movimento che nasce dal centro e viaggia verso le estremità come un'onda.

E' una qualità, non una forma: una diagonale che si avvolge e si svolge, un ritardo naturale tra un segmento e l'altro che crea una continuità che attraversa il corpo.

Nell'Inside Flow le spirali diventano particolarmente visibili: non come semplici torsioni, ma come onde che partono dal centro e si propagano verso le estremità. 

Il movimento si avvolge e si svolge con continuità, guidato dal core.

Nelle transizioni si impara a lasciare che il centro orienti il gesto, trasformando la rotazione in una spirale viva, fluida, tridimensionale.

 

 

 

- Pause di ascolto tra un esercizio e l'altro, per sentire come il centro risponde.

 

 

CONCLUSIONE

 

Il core non è un muscolo da rinforzare, ma una direzione da seguire.

E' una bussola che orienta forza, gesto e presenza. 

Quando il core è abitato, il corpo si organizza con chiarezza.

La forza si distribuisce, il movimento si semplifica, la mente si raccoglie.

Non si tratta di attivare qualcosa, ma di ascoltare da dove nasce il gesto.

Allenare il core come bussola significa allenare la capacità di scegliere, nel corpo e nella vita.

Significa muoversi con coerenza, abitare il gesto, lasciare che la forza sia calma e la calma sia forza.

 

Nella prossima sessione, nel prossimo gesto e nel prossimo respiro: porta l'attenzione al centro, chiediti da dove nasce il movimento, lascia che il core orienti, invece di controllare.

La bussola è già lì, sta a te seguirla.

 

E quando il corpo è organizzato, anche la postura cambia.

Non come forma da correggere, ma come modo di stare: più reale, più semplice, più coerente.

Questo ci porta naturalmente al prossimo passo: Come il centro orienta la postura e come la postura orienta noi.

Nel terzo articolo esploriamo proprio questo: la postura non come posizione, ma come relazione viva con lo spazio, il respiro e il gesto.

 
 
 

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