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Postura Reale: Abitare il Corpo senza Maschere

La postura non è una forma da correggere, non è un insieme di regole da ricordare, né un ideale da raggiungere.

La postura è un modo di stare al mondo: un dialogo continuo con la gravità, con il respiro, con il proprio centro, con ciò che si sente davvero.


 

Per anni ci hanno insegnato a “stare dritte”, “aprire il petto”, “tenere l'addome”, come se il corpo fosse un progetto da sistemare.

Ma la postura reale non nasce da uno sforzo. Nasce da dentro .

E' l'espressione più semplice e più sincera di chi siamo in questo momento.

 

Questo articolo è un invito a riconoscere le maschere che indossiamo senza accorgercene e a tornare a una postura che non recita, non compiace, non performa. Una postura che respira.

 

 

LE MASCHERE POSTURALI: QUANDO IL CORPO RECITA AL POSTO NOSTRO 

 

Prima di trovare la postura reale, spesso attraversiamo posture che non ci appartengono davvero.

Nono sono errori: sono strategie. Modi intelligenti che il corpo ha trovato per proteggerci, adattarsi, sopravvivere.

 

LA POSTURA BRAVA

 

Petto aperto, addome contratto, sorriso tirato.

E' la postura di chi vuole essere all'altezza, di chi non vuole pesare, di chi tiene tutto insieme anche quando è stanco/a.

 

LA POSTURA INVISIBILE 

 

Spalle chiuse, respiro corto, peso che scivola in avanti. 

E' la postura di chi si fa piccola per non disturbare, di chi si ritira per non essere visto/a.

 

LA POSTURA PERFORMANTE

 

Rigidità, iper controllo, assenza di morbidezza.

E' la postura di chi vive in allerta, di chi teme che mollare un attimo significhi perdere tutto.

 

LA POSTURA STANCA

 

Collasso, rinuncia, disorientamento.

E' la postura di chi ha dato troppo, di chi non sente più sostegno.

 

Ogniuna di queste forme ha avuto un senso. Ma nessuna è la nostra verità.

 

 

LA POSTURA REALE NASCE DAL RESPIRO

 

Quando il respiro si fa più ampio, la postura non ha più bisogno di essere “tenuta”.

E' il respiro che apre spazio, che organizza, che orienta.

Il respiro è tridimensionale, perché incorpora tre qualità che si integrano: 

 

1 IL RESPIRO E' VERTICALE: 

sostiene la colonna senza irrigidirla, è quell'espansione che si percepisce lungo l'asse che va dal bacino al cranio e viceversa. Non è un tirare su l'aria, ma sentire che il respiro sostiene la colonna e crea lunghezza interna.

Coinvolge il diaframma e i muscoli pelvici. Aiuta a sostenere la naturale postura, dandoci la sensazione di essere sostenute e non contratte.

 

2 IL RESPIRO LATERALE

è l'espansione laterale della gabbia toracica, soprattutto a livello intercostale.

Nello Yoga e nel Pilates è chiamata Respirazione toracica laterale o intercostale, ed è fondamentale per mantenere il core attivo senza bloccare il respiro.

Coinvolge i muscoli intercostali, il diaframma e l'addome.

Libera le spalle nel cingolo scapolare, stabilizza il core durante il movimento, riduce la tensione cervicale e toracica. 

 

 3 IL RESPIRO POSTERIORE

è l'espansione verso la parte posteriore del corpo: zona lombare, dorsale e scapole. Spesso trascurato, è essenziale per profondità, centratura e rilascio.

Coinvolge diaframma, muscoli paravertebrali che si distendono e le scapole. 

Aumenta la sensazione di appoggio interno, riduce la spinta in avanti della postura e migliora la capacità di orientarsi nello spazio .

 

Il corpo non si “mette” in postura: si lascia respirare. E' la postura che emerge.

 

 

 LA POSTURA REALE NASCE DAL CORE

 

Nel secondo articolo abbiamo esplorato il core come bussola interna.

Quando il centro è vivo, la postura diventa una conseguenza, non un compito.

Il core non tiene, raccoglie.

Il core non stringe, orienta.

Il core non blocca, distribuisce.

 

La forza calma del centro permette alla colonna di trovare la sua verticalità naturale, ai piedi di radicarsi senza sforzo, alle spalle di appoggiarsi al respiro.

E' un sostegno che non si vede ma si sente.

 

 

TRE QUALITA' DELLA POSTURA REALE 

 

La postura reale non è una forma. E' una qualità. E come tutte le qualità, si riconosce più con il sentire che con lo sguardo:

 

Verticalità morbida: una linea che respira, non rigida, non collassata, una verticalità che nasce dal basso e si apre verso l'alto.

 

 

Ampiezza silenziosa: lo spazio interno che si apre senza essere “spinto”.

Una sensazione di volume, di aria, di possibilità.

 

Presenza che non chiede permesso: non invadente, non ritirata. Una presenza che non deve dimostrare nulla. Semplicemente c'è.

 

 

UNA BREVE PRATICA PER SENTIRE LA POSTURA

 

Prenditi un momento.

Non per “metterti dritta”, ma per ascoltare.

 

1. Senti i piedi come radici vive, non piantati, ma in dialogo con il terreno.

 

2. Lascia che il respiro salga e scenda come un onda, Non guidarlo, seguilo.

 

3. Permetti al core di raccoglierti, è una sensazione di centro che si risveglia, non di addome che si contrae.

 

4. Nota come la colonna si organizza da sola.

 

5. Riconosci la postura che emerge. Non perfetta, non corretta. Vera.

 

 

Questa è la postura reale: quella che non devi sostenere da sola.

La postura reale non è rigidità, è un equilibrio dinamico, non una forma ideale.

 

 

LA POSTURA NON SI CAMBIA, SI ACCOMPAGNA 

 

E' importante liberarsi dall'idea che la postura sia qualcosa da correggere.

La postura non è una forma da aggiustare, ma un modello complesso che nasce da struttura, storia, abitudini, emozioni e strategie di adattamento. 

Non si “rimodella” come un oggetto esterno: si comprende, si amplia, si rende più variabile.

 

Se, ad esempio, hai le spalle naturalmente protratte in avanti, non esiste un esercizio che a un certo punto te le farà ritrovare spontaneamente retratte in dietro.

Quella forma è parte della tua organizzazione: un equilibrio che il corpo ha costruito nel tempo.

 

Quello che invece puoi fare - ed è ciò che davvero cambia la qualità della vita - è aumentare la mobilità nelle direzioni che ti mancano.

Nel caso della protrazione, coltivare la mobilità attiva in retrazione permette di: 

 

- Ridurre il carico passivo sulle strutture anteriori

 

- Evitare dolore quando resti a lungo nella tua posizione naturale

 

- Ampliare il tuo vocabolario di movimento

 

- Offrire al sistema nervoso più opzioni, non una forma da mantenere.

 

La postura reale non è “mettersi dritte”.

E' avere abbastanza mobilità, respiro e presenza da non essere intrappolate in una sola forma. E un equilibrio dinamico, non un ideale statico.

 

 

VERSO IL QUARTO ARTICOLO: QUANDO LA POSTURA DIVENTA MOVIMENTO

 

Quando la postura diventa reale, il movimento cambia qualità. 

Non è più qualcosa da eseguire, ma qualcosa che nasce da dentro. 

Un gesto che si organizza attorno al respiro, al centro, alla presenza.

Nel prossimo articolo esploreremo proprio questo: Il movimento che orienta, integra e libera.

 
 
 

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