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Piedi Rigidi e Mobilità Dimenticata: la Biomeccanica che Nessuno ti Spiega

Aggiornamento: 1 giorno fa

Quando pensiamo a migliorare la nostra pratica di Yoga o Pilates, la mente corre subito al core e agli addominali, alla mobilità della colonna e alla forza delle anche. Quasi mai ai piedi.

Eppure ogni posizione in piedi, ogni transizione, ogni equilibrio parte da lì: da una base che spesso è rigida, poco sensibile e incapace di “dialogare” con il resto del corpo.






IL PIEDE: IL GRANDE ASSENTE NELLA PRATICA

 

Nelle mie classi lo vedo ogni giorno: piedi che non si muovono, dita che non partecipano, archi che collassano o si irrigidiscono. Non è colpa di nessuno. 

E' semplicemente una zona che nessuno ci ha mai insegnato ad usare, costretta in scarpe che chiudono le dita; con gli anni il corpo di adatta, le dita si chiudono, si irrigidiscono, e spesso ci ritroviamo anche con l'alluce valgo. 

 

PERCHE' LA MOBILITA' DEL PIEDE E' FONDAMENTALE

 

Il piede non è solo un appoggio: è un sensore.

Contiene articolazioni, recettori, strutture elastiche che dovrebbero adattarsi al terreno, assorbire, stabilizzare, comunicare.

 

Quando il piede è mobile e funzionale:

 

- L' equilibrio migliora

- La postura si organizza meglio

- Il carico si distribuisce in modo efficiente 

- Le transizioni diventano più fluide

 

Quando invece è rigido, tutto il corpo deve compensare.

 

Un piede funzionale lavora come un TRIPODE:

 

1 Alluce

2 Mignolo

3 Tallone

 

Se uno di questi tre punti non partecipa attivamente, l'arco si irrigidisce o collassa, e la catena cinetica si altera.

 

COSA SUCCEDE QUANDO IL PIEDE E' RIGIDO

 

Un piede rigido non assorbe, non comunica, non stabilizza.

E allora il corpo fa quello che può, compensa con altre zone.

I compensi più comuni sono: 

 

- Ginocchia che cedono verso l'interno

- Anche che perdono stabilità

- Bacino che si inclina

- Colonna che si irrigidisce 

- Equilibrio instabile nelle posizioni in piedi

 

Molti dolori “misteriosi” nascono proprio da qui, da una base che non lavora.

 

ERRORI COMUNI

 

1 DITA SPENTE: non si muovono, non afferrano, non sentono

 

2 ARCO CHE COLLASSA: il piede cede tutto verso l' interno

 

3 ARCO RIGIDO: il piede non ammortizza

 

4 CARICO SBILANCIATO: il peso del corpo va tutto sul bordo interno o esterno del piede 

 

5 PIEDE PASSIVO: il piede non reagisce ai cambi di peso 

 

La buona notizia è che questi schemi possono cambiare e spesso bastano pochi minuti al giorno.

 

MINI ROUTINE PRATICA 

 

1 FLETTO ED ESTENDO LE DITA DEI PIEDI X 20 

 

2 FLETTO ED ESTENDO LE CAVIGLIE X 20 

 

3 ALLUNGAMENTO PASSIVO DEL DORSO DEL PIEDE 

 

4 ESERCIZIO DELLE DITA CHE AFFERRANO: FLETTO, APRO LE DITA, PUNTO ED  ESTENDENDO IL PIEDE, CERCO DI AFFERRARE CON LE DITA

 

5 INFILO LE DITA DELLE MANI TRA LE DITA DEI PIEDI E FACCIO DELLE ROTAZIONI PASSEVE DELLE CAVIGLIE 

 

6 A GAMBE STESE APRO E CHIUDO LE DITA DEI PIEDI PIU' POSSIBILE X10

 

Troverai il video reel di questi esercizi sul mio account Instagram o Facebook 

 

 

COME INTEGRARE QUESTO LAVORO NELLA TUA PRATICA

 

Non serve aggiungere mezz'ora di esercizi. Bastano pochi piccoli movimenti: 

 

- Prima della pratica: ATTIVAZIONI DEL PIEDE

 

- durante la pratica: CONSAPEVOLEZZA E MICRO AGGIUSTAMENTI DEL PIEDE

 

- Dopo la pratica: MOBILITA' E ALLUNGAMENTI PASSIVI

 

La costanza vale più dell'intensità.

 

CONCLUSIONE: IL PIEDE COME PUNTO DI PARTENZA 

 

Il piede è la base della nostra postura e del nostro movimento. Lavorarci non è un dettaglio: è un investimento sulla qualità della pratica e sul benessere di tutto il corpo.

 

Se vuoi iniziare subito, prova la mini routine del mio reel collegato a questo articolo. 

Fammi sapere cosa cambia dopo una settimana.

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