Piedi Rigidi e Mobilità Dimenticata: la Biomeccanica che Nessuno ti Spiega
- Tiziana Radice
- 5 giorni fa
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 1 giorno fa
Quando pensiamo a migliorare la nostra pratica di Yoga o Pilates, la mente corre subito al core e agli addominali, alla mobilità della colonna e alla forza delle anche. Quasi mai ai piedi.
Eppure ogni posizione in piedi, ogni transizione, ogni equilibrio parte da lì: da una base che spesso è rigida, poco sensibile e incapace di “dialogare” con il resto del corpo.

IL PIEDE: IL GRANDE ASSENTE NELLA PRATICA
Nelle mie classi lo vedo ogni giorno: piedi che non si muovono, dita che non partecipano, archi che collassano o si irrigidiscono. Non è colpa di nessuno.
E' semplicemente una zona che nessuno ci ha mai insegnato ad usare, costretta in scarpe che chiudono le dita; con gli anni il corpo di adatta, le dita si chiudono, si irrigidiscono, e spesso ci ritroviamo anche con l'alluce valgo.
PERCHE' LA MOBILITA' DEL PIEDE E' FONDAMENTALE
Il piede non è solo un appoggio: è un sensore.
Contiene articolazioni, recettori, strutture elastiche che dovrebbero adattarsi al terreno, assorbire, stabilizzare, comunicare.
Quando il piede è mobile e funzionale:
- L' equilibrio migliora
- La postura si organizza meglio
- Il carico si distribuisce in modo efficiente
- Le transizioni diventano più fluide
Quando invece è rigido, tutto il corpo deve compensare.
Un piede funzionale lavora come un TRIPODE:
1 Alluce
2 Mignolo
3 Tallone
Se uno di questi tre punti non partecipa attivamente, l'arco si irrigidisce o collassa, e la catena cinetica si altera.
COSA SUCCEDE QUANDO IL PIEDE E' RIGIDO
Un piede rigido non assorbe, non comunica, non stabilizza.
E allora il corpo fa quello che può, compensa con altre zone.
I compensi più comuni sono:
- Ginocchia che cedono verso l'interno
- Anche che perdono stabilità
- Bacino che si inclina
- Colonna che si irrigidisce
- Equilibrio instabile nelle posizioni in piedi
Molti dolori “misteriosi” nascono proprio da qui, da una base che non lavora.
ERRORI COMUNI
1 DITA SPENTE: non si muovono, non afferrano, non sentono
2 ARCO CHE COLLASSA: il piede cede tutto verso l' interno
3 ARCO RIGIDO: il piede non ammortizza
4 CARICO SBILANCIATO: il peso del corpo va tutto sul bordo interno o esterno del piede
5 PIEDE PASSIVO: il piede non reagisce ai cambi di peso
La buona notizia è che questi schemi possono cambiare e spesso bastano pochi minuti al giorno.
MINI ROUTINE PRATICA
1 FLETTO ED ESTENDO LE DITA DEI PIEDI X 20
2 FLETTO ED ESTENDO LE CAVIGLIE X 20
3 ALLUNGAMENTO PASSIVO DEL DORSO DEL PIEDE
4 ESERCIZIO DELLE DITA CHE AFFERRANO: FLETTO, APRO LE DITA, PUNTO ED ESTENDENDO IL PIEDE, CERCO DI AFFERRARE CON LE DITA
5 INFILO LE DITA DELLE MANI TRA LE DITA DEI PIEDI E FACCIO DELLE ROTAZIONI PASSEVE DELLE CAVIGLIE
6 A GAMBE STESE APRO E CHIUDO LE DITA DEI PIEDI PIU' POSSIBILE X10
Troverai il video reel di questi esercizi sul mio account Instagram o Facebook
COME INTEGRARE QUESTO LAVORO NELLA TUA PRATICA
Non serve aggiungere mezz'ora di esercizi. Bastano pochi piccoli movimenti:
- Prima della pratica: ATTIVAZIONI DEL PIEDE
- durante la pratica: CONSAPEVOLEZZA E MICRO AGGIUSTAMENTI DEL PIEDE
- Dopo la pratica: MOBILITA' E ALLUNGAMENTI PASSIVI
La costanza vale più dell'intensità.
CONCLUSIONE: IL PIEDE COME PUNTO DI PARTENZA
Il piede è la base della nostra postura e del nostro movimento. Lavorarci non è un dettaglio: è un investimento sulla qualità della pratica e sul benessere di tutto il corpo.
Se vuoi iniziare subito, prova la mini routine del mio reel collegato a questo articolo.
Fammi sapere cosa cambia dopo una settimana.



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