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Respirazione e Colonna: il Diaframma come Ponte tra Stabilità e Libertà

PERCHE' PARLARE DI DIFRAMMA QUANDO PARLIAMO DI SCHIENA

 

Il diaframma è spesso nominato, raramente compreso.

E' un muscolo, certo. Ma è anche un ponte tra torace e bacino, tra respiro e postura, tra sicurezza e movimento.

Quando si irrigidisce, la colonna perde fluidità. 

Quando si ammorbidisce, la schiena ritrova spazio, ritmo e direzione.

 

Il diaframma è il lungo in cui la stabilità incontra la libertà.


 


COME IL DIAFRAMMA DIALOGA CON LA COLONNA

 

Il diaframma è un muscolo a forma di cupola che si inserisce sulle ultime coste, sulle vertebre lombari e sullo sterno.

Su di esso si appoggiamo cuore e polmoni.

Ogni sui movimento crea un'onda che attraversa la colonna:

 

- INSPIRO: la cupola scende, la colonna si allunga e si stabilizza

- ESPIRO: la cupola risale, la colonna si ammorbidisce e si organizza

 

Questo ritmo sostiene tre funzioni fondamentali:

 

1.

STABILITA' PROFONDA

Il diaframma lavora assieme al pavimento pelvico, al muscolo trasverso dell'addome e al muscoli multifidi, per darci una stabilità adattiva senza creare rigidità.

 

2.

MOBILITA' DELLA COLONNA

Un diaframma libero permette alla colonna di muoversi senza compensi: meno tensioni lombari, meno blocchi dorsali, meno collassi cervicali.

 

3. REGOLAZIONE DEL SISTEMA NERVOSO

Il respiro regola il sistema nervoso autonomo. 

Un diaframma contratto segnala allarme.

Un diaframma elastico segnala possibilità.

 

QUANDO IL DIAFRAMMA SI IRRIGIDISCE: SEGNALI E CONSEGUENZE

 

Spesso problemi posturali nascondono un diaframma “in difesa”.

Il corpo non sbaglia: un diaframma contratto è una strategia di protezione e spesso può portare a: 

 

- respiro corto e alto, solo nella parte toracica

 

- tensioni lombari ricorrenti

 

- fatica a stare dritti senza sforzo

 

- torace rigido

 

- digestione lenta

 

- sensazione di pressione interna 

 

IL DIAFRAMMA COME LUOGO DI MEMORIA 

 

Il diaframma è un muscolo “emotivo”, si contrae per esempio quando tratteniamo il pianto, quando ci prepariamo a un impatto, quando ci difendiamo da qualcosa che non possiamo evitare.

E' un muscolo che ricorda.

E quando ricorda troppo, la colonna si irrigidisce per sostenerlo.

 

RITROVARE SPAZIO: PRATICHE SOMATICHE PER LIBERARE IL DIAFRAMMA 

 

Non servono forzature. Serve ascolto, tempo e micro - movimento.

 

RESPIRAZIONE TRIDIMENSIONALE: 

 

Nello Yoga è la base delle tecniche di Pranayama.

E' la prima respirazione che si insegna, ed è quella che coinvolge addome, torace e scapole, per far lavorare tutte le “camere” del sistema respiratorio, addome, torace e clavicole.

Immaginiamo il respiro come un onda: inspiro gonfiando in primis l'addome, poi espando la cassa toracica, fino a sollevare leggermente anche le clavicole; espiro rilasciando le clavicole, svuotando la cassa e toracica e infine sgonfiando l'addome.

 

MOBILITA' COSTALE

 

I muscoli intercostali, sono deputati alla mobilità delle coste, contribuiscono alla respirazione garantendo la mobilità della cassa toracica.

Lavorare su questa muscolatura è fondamentale.

Sono molto utili esercizi di allungamento (per esempio: allungamenti laterali) nei quali restiamo più respiri portando l'attenzione proprio in quella zona, con l'intento di portare maggiore mobilità.

 

OSCILLAZIONI DELLA COLONNA

 

Movimenti lenti, durante la respirazione, della colonna, permettono al diaframma di “scivolare” meglio sulle sue inserzioni.

Non blocchiamoci mai rigidi e dritti, durante gli esercizi di respirazione. 

 

CONTATTO E SOSTEGNO

 

Una mano sul torace e una sul ventre durante gli esercizi di respirazione, aiutano a dare al sistema nervoso un riferimento di sicurezza e ci permettono di sentire i movimenti del respiro.

 

COSA CAMBIA QUANDO IL DIAFRAMMA RITROVA LIBERTA'

 

Il respiro diventa un alleato, non un compito.

La postura si organizza da sola, senza sforzo.

Si ha la sensazione di maggior spazio interno.

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