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Dal Dolore alla Percezione: Comprendere il Dolore per Trasformarlo

Il mal di schiena non è un nemico da combattere, ma un messaggio da decifrare.

Arriva spesso nei momenti si sovraccarico - fisico, emotivo, relazionale - e ci costringe a fermarci, ascoltare, riorganizzare.

Prima di cercare soluzioni rapide, soprattutto per il mal di schiena ricorrente, è fondamentale capire che tipo di dolore stiamo vivendo e cosa ci sta comunicando.




 Questo articolo apre la serie dedicata alla colonna vertebrale: un Percorso che parte dal dolore e conduce verso la prevenzione, la consapevolezza e il movimento come cura.

 

CHE COS'E' DAVVERO IL MAL DI SCHIENA

 

Il dolore lombare o dorsale è un'esperienza complessa, spesso multifattoriale.

Può coinvolgere:

 

- tensioni muscolari 

- rigidità articolari

- posture mantenute troppo a lungo 

- stress e carichi emotivi

- schemi di movimento ripetitivi

- mancanza di recupero

 

Nella maggior parte dei casi non è legato a patologie gravi, ma a un sistema che chiede attenzione e riorganizzazione.

 

PERCHE' IL DOLORE NON E' SOLO FISICO

 

Il dolore è un'esperienza creata dal sistema nervoso. Non è assolutamente immaginario, è reale e va ascoltato, non va mai sottovalutato ed è necessario rivolgersi in primis ad uno specialista.

Detto questo il mal di schiena può essere influenzato:

 

- dalla qualità del sonno

- dal livello di stress

- da abitudini quotidiane 

- dalla storia personale 

 

Quando viviamo periodi intensi, il corpo può diventare il luogo in cui tutto si concentra.

Questo meccanismo lo conosciamo tutti con la parola “somatizzare”, e non accade solo nella colonna; a seconda della nostra storia e dei nostri punti più sensibili, possiamo somatizzare lo stress in diverse zone. 

Questo meccanismo ci fa comprendere sulla nostra pelle, quanto corpo e psiche siano connessi e quanto sia fondamentale avere uno strumento di prevenzione per controbilanciare e scaricare stress e abitudini dannose.

Uno strumento per far decontrarre e rilasciare stress e tensioni accumulate dal corpo, che siano da posture, da abitudini o da stress. 

 

IL RUOLO DELLA POSTURA: NON E' COME PENSI

 

Non esiste la “postura perfetta”.

Esistono posture mantenute a lungo.

Il corpo ama il movimento, non la rigidità.

Il dolore spesso nasce non da “come siamo”, ma da quanto a lungo restiamo così. 

Dovremmo prendere esempio dai bambini, poiché ancora incondizionati ascoltano e seguono naturalmente le necessità corporee primarie. Invece di riprenderli per farli stare seduti e “composti”, notiamo quanto e come si muovono.

Oggi l'atteggiamento più salutare per il nostro corpo è cercare di cambiare spesso posizione, anche se costretti a stare seduti per molte ore.

 

COSA FARE QUANDO IL DOLORE ARRIVA

 

Prima di tutto: non forzare.

Il corpo non si sistema con la violenza o lo sforzo eccessivo, ma con la consapevolezza: 

 

1 ASCOLTA SENZA GIUDICARE : 

dove si trova il dolore, come si muove, cosa lo peggiora, cosa lo alleggerisce 

 

2 RESPIRA NELLO SPAZIO DEL DOLORE 

Il respiro è un ponte tra sistema nervoso e muscoli. Rallentare il ritmo rilascia la tensione muscolare, soprattutto quella caricata dallo stress emotivo.

Quando siamo agitati, il respiro accelera, il battito cardiaco aumenta e cambia il gettito ormonale, che va a influenzare diversi settori; se questa situazione si protrae nel tempo si instaura una condizione di stress cronico. 

La buona notizia è che abbiamo la capacità di invertire questo meccanismo, poiché il respiro è l'unico sistema che può essere sia involontario che volontario.

Pranayama, le tecniche di respirazione utilizzate nello Yoga, sfrutta proprio  questo concetto:

prendiamo il controllo del respiro, lo rallentiamo e il battito cardiaco si calma, il gettito ormonale cambia, lo stress si riduce e con esso anche la muscolatura si decontrae.

 

3 MUOVITI DOLCEMENTE

 Piccoli movimenti, ampi respiri, nessuna forzatura.

Il dolore ama la gradualità.

 

4 RIDUCI IL CARICO EMOTIVO

 “Sembra facile” ma tra lavoro e tutto il resto non sembra mai possibile.

Purtroppo il corpo non comprende che non è possibile fermarsi e resiste, ma presto o tardi ti obbligherà a fermarti se non lo ascolti, iniziando dal dolore.

 

5 IL MESSAGGIO NASCOSTO DEL DOLORE 

 

Il dolore, soprattutto quello ricorrente, non motivato da patologie, non è un fallimento. 

E' un invito a: 

 

- CAMBIARE RITMO

- RIORGANIZZARE LE ABITUDINI

- RECUPERARE SPAZIO PERSONALE PER IL PROPRIO BENESSERE PSICO FISICO

- RITROVARE PRESENZA 

- INIZIARE AD ASCOLTARE CIO' CHE ABBIAMO IGNORATO O RITENUTO MENO IMPORTANTE

 

Quando accogliamo il dolore come un messaggero, smette di essere un nemico.

 

CONCLUSIONE

 

Questo primo articolo è un punto di partenza: comprendere il dolore per trasformarlo, cambiare prospettiva e guardare a dolore e tensioni come qualcosa da ascoltare, un messaggio de nostro corpo che ci comunica di rallentare, respirare e iniziare a prenderci cura di noi stessi.

 

Nei prossimi approfondiremo:

 

- come funziona la colonna

- quali movimenti la nutrono

- come prevenire le ricadute 

- come costruire autonomia e fiducia nel proprio corpo.

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