Dal Dolore alla Percezione: Comprendere il Dolore per Trasformarlo
- Tiziana Radice
- 16 ore fa
- Tempo di lettura: 3 min
Il mal di schiena non è un nemico da combattere, ma un messaggio da decifrare.
Arriva spesso nei momenti si sovraccarico - fisico, emotivo, relazionale - e ci costringe a fermarci, ascoltare, riorganizzare.
Prima di cercare soluzioni rapide, soprattutto per il mal di schiena ricorrente, è fondamentale capire che tipo di dolore stiamo vivendo e cosa ci sta comunicando.

Questo articolo apre la serie dedicata alla colonna vertebrale: un Percorso che parte dal dolore e conduce verso la prevenzione, la consapevolezza e il movimento come cura.
CHE COS'E' DAVVERO IL MAL DI SCHIENA
Il dolore lombare o dorsale è un'esperienza complessa, spesso multifattoriale.
Può coinvolgere:
- tensioni muscolari
- rigidità articolari
- posture mantenute troppo a lungo
- stress e carichi emotivi
- schemi di movimento ripetitivi
- mancanza di recupero
Nella maggior parte dei casi non è legato a patologie gravi, ma a un sistema che chiede attenzione e riorganizzazione.
PERCHE' IL DOLORE NON E' SOLO FISICO
Il dolore è un'esperienza creata dal sistema nervoso. Non è assolutamente immaginario, è reale e va ascoltato, non va mai sottovalutato ed è necessario rivolgersi in primis ad uno specialista.
Detto questo il mal di schiena può essere influenzato:
- dalla qualità del sonno
- dal livello di stress
- da abitudini quotidiane
- dalla storia personale
Quando viviamo periodi intensi, il corpo può diventare il luogo in cui tutto si concentra.
Questo meccanismo lo conosciamo tutti con la parola “somatizzare”, e non accade solo nella colonna; a seconda della nostra storia e dei nostri punti più sensibili, possiamo somatizzare lo stress in diverse zone.
Questo meccanismo ci fa comprendere sulla nostra pelle, quanto corpo e psiche siano connessi e quanto sia fondamentale avere uno strumento di prevenzione per controbilanciare e scaricare stress e abitudini dannose.
Uno strumento per far decontrarre e rilasciare stress e tensioni accumulate dal corpo, che siano da posture, da abitudini o da stress.
IL RUOLO DELLA POSTURA: NON E' COME PENSI
Non esiste la “postura perfetta”.
Esistono posture mantenute a lungo.
Il corpo ama il movimento, non la rigidità.
Il dolore spesso nasce non da “come siamo”, ma da quanto a lungo restiamo così.
Dovremmo prendere esempio dai bambini, poiché ancora incondizionati ascoltano e seguono naturalmente le necessità corporee primarie. Invece di riprenderli per farli stare seduti e “composti”, notiamo quanto e come si muovono.
Oggi l'atteggiamento più salutare per il nostro corpo è cercare di cambiare spesso posizione, anche se costretti a stare seduti per molte ore.
COSA FARE QUANDO IL DOLORE ARRIVA
Prima di tutto: non forzare.
Il corpo non si sistema con la violenza o lo sforzo eccessivo, ma con la consapevolezza:
1 ASCOLTA SENZA GIUDICARE :
dove si trova il dolore, come si muove, cosa lo peggiora, cosa lo alleggerisce
2 RESPIRA NELLO SPAZIO DEL DOLORE
Il respiro è un ponte tra sistema nervoso e muscoli. Rallentare il ritmo rilascia la tensione muscolare, soprattutto quella caricata dallo stress emotivo.
Quando siamo agitati, il respiro accelera, il battito cardiaco aumenta e cambia il gettito ormonale, che va a influenzare diversi settori; se questa situazione si protrae nel tempo si instaura una condizione di stress cronico.
La buona notizia è che abbiamo la capacità di invertire questo meccanismo, poiché il respiro è l'unico sistema che può essere sia involontario che volontario.
Pranayama, le tecniche di respirazione utilizzate nello Yoga, sfrutta proprio questo concetto:
prendiamo il controllo del respiro, lo rallentiamo e il battito cardiaco si calma, il gettito ormonale cambia, lo stress si riduce e con esso anche la muscolatura si decontrae.
3 MUOVITI DOLCEMENTE
Piccoli movimenti, ampi respiri, nessuna forzatura.
Il dolore ama la gradualità.
4 RIDUCI IL CARICO EMOTIVO
“Sembra facile” ma tra lavoro e tutto il resto non sembra mai possibile.
Purtroppo il corpo non comprende che non è possibile fermarsi e resiste, ma presto o tardi ti obbligherà a fermarti se non lo ascolti, iniziando dal dolore.
5 IL MESSAGGIO NASCOSTO DEL DOLORE
Il dolore, soprattutto quello ricorrente, non motivato da patologie, non è un fallimento.
E' un invito a:
- CAMBIARE RITMO
- RIORGANIZZARE LE ABITUDINI
- RECUPERARE SPAZIO PERSONALE PER IL PROPRIO BENESSERE PSICO FISICO
- RITROVARE PRESENZA
- INIZIARE AD ASCOLTARE CIO' CHE ABBIAMO IGNORATO O RITENUTO MENO IMPORTANTE
Quando accogliamo il dolore come un messaggero, smette di essere un nemico.
CONCLUSIONE
Questo primo articolo è un punto di partenza: comprendere il dolore per trasformarlo, cambiare prospettiva e guardare a dolore e tensioni come qualcosa da ascoltare, un messaggio de nostro corpo che ci comunica di rallentare, respirare e iniziare a prenderci cura di noi stessi.
Nei prossimi approfondiremo:
- come funziona la colonna
- quali movimenti la nutrono
- come prevenire le ricadute
- come costruire autonomia e fiducia nel proprio corpo.




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