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Energia tra Persone: Qualità della Presenza, non Misticismo

  • Immagine del redattore: Tiziana Radice
    Tiziana Radice
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Energia tra persone: quando due persone si incontrano, accade qualcosa a livello energetico.

Non sto parlando di un concetto astratto o esoterico, ma di fisiologia, percezione e regolazione del Sistema Nervoso.

Il corpo registra l'altro prima ancora che la mente formuli un pensiero.

A seconda delle percezioni, sensazioni e impressioni che arrivano ancora prima di una valutazione fatta con la ragione, possiamo notare che

il respiro cambia, il tono muscolare si adatta, il petto si apre o si chiude, la postura si orienta verso o lontano dall'altro.


Questa è l'"energia" nel senso più concreto e osservabile: è la qualità della presenza che portiamo nello spazio condiviso.


Due uccelli esotici vicini, simbolo di relazione e segnali corporei nell'incontro con l'altro


COSA INTENDIAMO DAVVERO PER ENERGIA


MICRO SEGNALI CORPOREI - tensioni, morbidezze, micro-movimenti che comunicano disponibilità, cautela, curiosità o difesa.


REGOLAZIONE DEL RESPIRO - un respiro più ampio facilità apertura e ascolto; un respiro trattenuto segnala protezione.


TONO MUSCOLARE - il corpo si organizza in base alla percezione dell'altro: si rilassa, si irrigidisce, si orienta.


CAMPO RELAZIONALE - non qualcosa di magico, ma l'insieme delle sensazioni, emozioni e percezioni che emergono quando due sistemi nervosi entrano in contatto.


Nel Tantra, questo non viene interpretato come un fenomeno soprannaturale, ma come una pratica di presenza:

imparare a sentire ciò che accade dentro di noi mentre siamo in relazione.



PERCHE' E' IMPORTANTE RICONOSCERE CIO' CHE ACCADE NEL CORPO?


La maggior parte delle persone vive gli incontri in modo automatico: reagisce senza accorgersi di come il corpo si modifica.

Portare consapevolezza a queste micro-dinamiche permette di:


Riconoscere i propri confini prima che vengano superati


Comprendere le proprie reazioni senza giudicarle


Scegliere come stare in relazione, invece di agire per abitudine


Coltivare autenticità, perché il corpo non mente: mostra ciò che c'è davvero.


La presenza corporea non è uno stato mentale astratto, ma un insieme di segnali concreti, è:


ATTENZIONE DISTRIBUITA: non solo sull'altro, ma anche su di sé


RADICAMENTO: sentire il proprio peso, il contatto con il pavimento, la stabilità


RESPIRAZIONE NATURALE: non forzata, non trattenuta


ASCOLTO NON REATTIVO: lasciare che ciò che arriva venga percepito prima di rispondere


DISPONIBILITA' MORBIDA: non invadente, non ritirata.


Queste qualità di presenza corporea creano un ambiente in cui l'altro può rilassarsi, aprirsi e sentirsi visto senza essere invaso.



IL PRIMO PASSO DEL PERCORSO: OSSERVARE CIO' CHE ACCADE


Il lavoro inizia da un gesto semplice ma non sempre scontato: NOTARE


Notare come cambia il respiro quando qualcuno ci parla


Notare se il petto si apre o si chiude


Notare de il corpo si avvicina o si allontana


Notare se nasce tensione o morbidezza


Notare cosa succede quando siamo guardati, ascoltati, toccati.


Questa osservazione non richiede interpretazioni psicologiche né spiegazioni. E' un ritorno alla percezione diretta, al linguaggio originario del corpo.



PERCHE' QUESTO E' IL PUNTO DI PARTENZA DEL PERCORSO


Prima di parlare di confini, intimità, desiderio o relazione consapevole, serve una base solida: LA CAPACITA' DI SENTIRE ciò che accade nel corpo mentre siamo in relazione.

Senza questa radice, tutto ciò che facciamo rischia di trasformarsi in automatismo.

Quando non siamo presenti, possiamo anche "comportarci bene", usare le parole giuste, seguire tecniche o rituali, ma manca qualcosa. Manca il contatto vivo con noi stessi. E quando questo contatto manca, ogni relazione rischia di diventare tecnica: corretta, educata, perfino piacevole, ma priva di autenticità, spontaneità e verità.


La presenza è ciò che restituisce profondità all'incontro. E' ciò che permette alla relazione di essere un luogo di ascolto, di scambio e di trasformazione, non una serie di gesti ben eseguiti.



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