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Pavimento Pelvico: il Centro Invisibile

  • Immagine del redattore: Tiziana Radice
    Tiziana Radice
  • 12 feb
  • Tempo di lettura: 3 min

Il Pavimento Pelvico è una regione che spesso vive nell'ombra: non si vede, non si mostra, non si esibisce.

Eppure sostiene, contiene, modula, risponde.

E' un centro invisibile, ma profondamente presente.

E' la base silenziosa su cui si appoggiano postura, respiro, movimento e percezione di sé.

In questo primo articolo del percorso esploriamo la sua natura, la sua funzione e il suo ruolo nella stabilità integrata del corpo.


 

 

UN CENTRO CHE NON SI VEDE, MA SI SENTE

 

Il pavimento pelvico è un insieme di muscoli, fasce e tessuti che chiudono il bacino come un diaframma.

Non è un “interruttore” da accendere o spegnere, ma un tessuto vivo, capace di: 

 

- sostenere gli organi

 

- modulare la pressione interna 

 

- collaborare con il diaframma

 

- rispondere ai cambiamenti di postura

 

- adattarsi ai ritmi della vita quotidiana

 

E' il centro che lavora in profondità, spesso senza che ce ne accorgiamo.

Proprio per questo merita ascolto, spazio e consapevolezza. 

 

 

IL PAVIMENTO PELVICO COME LUOGO DI RELAZIONE

 

Non agisce mai da solo.

Dialoga costantemente con: 

 

- diaframma

 

- addominali profondi

 

- muscolatura lombare 

 

- anche 

 

- fascia che avvolge il tronco 

 

E' un punto di incontro tra forze che salgono e forze che scendono, tra stabilità e movimento, tra contenimento e apertura.

 

Quando questo dialogo è fluido, il corpo si muove con leggerezza. 

Quando si interrompe, compaiono rigidità, compensi, tensioni.

 

 

TONO, NON FORZA: LA QUALITA' CHE CONTA

 

Il pavimento pelvico non ha bisogno di essere “forte” in senso tradizionale.

Ha bisogno di essere:

 

- elastico

 

- reattivo

 

- capace di contrarsi e rilasciarsi

 

- integrato nel respiro

 

- in relazione con il resto del core 

 

Un pavimento pelvico troppo contratto è rigido.

Uno troppo rilassato è inefficiente.

La qualità sta nel tono, nella capacità di modulare.

 

 

PERCHE' E' IL NOSTRO CENTRO INVISIBILE

 

E' invisibile perché non lo vediamo, ma anche perché spesso non lo percepiamo.

Eppure è lì, ogni volta che: 

 

- respiriamo

 

- ci alziamo dalla sedia

 

- corriamo

 

- ridiamo

 

- solleviamo un peso

 

- ci pieghiamo in avanti 

 

- ci muoviamo nello spazio 

 

E' un centro che sostiene senza chiedere attenzione. 

Un centro che lavora nell'ombra, ma che illumina la qualità del movimento.

 

 

ESERCIZIO DI PERCEZIONE: IL RESPIRO CHE TOCCA IL PAVIMENTO PELVICO

 

Siediti comoda, con il bacino ben appoggiato e la colonna lunga.

Lascia che il respiro scenda senza forzare.

Inspira lentamente e immagina che l'aria non salga verso le spalle, ma si espanda verso il basso, come se volesse raggiungere il pavimento del bacino.

Non cercare una contrazione: cerca solo una sensazione di spazio, un leggero ammorbidimento.

Quando espiri, lascia che il pavimento pelvico risalga naturalmente, come un'onda che torna verso la riva.

Rimani qualche ciclo così, osservando se percepisci un piccolo movimento interno, un ritmo sottile, un'elasticità che si risveglia. 

 

UN INVITO ALL'ASCOLTO

 

In questo percorso impareremo a: 

 

- riconoscere il pavimento pelvico come parte del core 

 

- sentirne il ritmo naturale 

 

- integrarlo nel respiro 

 

- usarlo come base per la stabilità 

 

- portarlo nella vita quotidiana 

 

- inserirlo nelle sequenze di movimento

 

Il primo passo è semplice: ascoltare.

Non forzare, non controllare, non “fare di più”.

Solo osservare come si muove, come risponde, come respira.

 

Il centro invisibile diventa così un centro percepito, vivo, presente.

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