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Spazio Interno: Ritrovare Fiducia Attraverso la Lentezza

  • Immagine del redattore: Tiziana Radice
    Tiziana Radice
  • 18 feb
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 20 feb

Lo spazio interno non è un concetto astratto: è una sensazione.

E' quel luogo silenzioso in cui il corpo si distende, il respiro si allarga e la mente smette di correre.

E' il nostro posto sicuro e tranquillo: la nostra casa, il nostro corpo.

Non è grande né piccolo: è sufficiente per sentirsi, ascoltarsi e per tornare a fidarsi di se stessi.


In questo articolo esploriamo come la lentezza diventi la porta d'accesso a questo spazio personale e come, attraverso di essa, la presenza possa tornare a pulsare.



Una tartaruga: simbolo di lentezza consapevole


PERCHA' PERDIAMO LO SPAZIO INTERNO


Lo spazio interno si restringe quando viviamo in modalità reattiva.

Succede quando il giudizio si irrigidisce, l'autocritica accelera, il corpo si contrae per proteggersi, la mente vuole anticipare, controllare e correre.


La perdita di spazio non è un fallimento: è un segnale che ci avvisa che stiamo andando troppo veloci per poterci sentire, che stiamo reagendo con l'istinto invece di agire con consapevolezza.


Quando invece rallentiamo, il corpo capisce che non c'è pericolo.

Il sistema nervoso si regola, la percezione si amplia, l'attenzione, da che era rivolta alla paura e all'ansia da prestazione, ritorna sul momento presente e lo spazio interno si riapre.


La lentezza dice al corpo che può restare e respirare al sicuro.



COME SI SENTE LO SPAZIO INTERNO


Lo spazio interno non si vede, si sente.

E' una qualità sottile, spesso impercettibile all'inizio.


I segnali per capire che siamo entrati nel nostro spazio interno sono:


Il respiro che scende verso il basso: non è più un respiro veloce e solo toracico, ma ritorna completo, profondo e coinvolge anche l'addome.


La mandibola si rilassa, i denti non sono più serrati.


Il petto si apre senza sforzo


La mente si fa più ampia, ci da spazio per portare l'attenzione a ciò che conta per il nostro obbiettivo presente.


Il corpo non chiede di essere corretto, ma ascoltato per evolvere, e qui gli errori diventano finestre di conoscenza.


La sensazione di spazio interno è data dalla consapevolezza della possibilità, che scioglie le catene dei giudizi e dell'autocritica eccessiva.


Lento e focalizzato posso imparare e fare, a dire, a iniziare; veloce e frammentato le possibilità si riducono, la mente e il corpo non apprendono.



LENTEZZA E SPANDA: LA PULSAZIONE CHE SI RIAPRE


la lentezza è ciò che permette a Spanda di tornare a fluire.

Quando rallenti, la pulsazione naturale - apertura, ritorno e apertura - diventa percepibile.


La lentezza non crea di per sé lo spazio interno, lo rivela.

Era già lì, solo coperto dalla velocità.



UNA PRATICA PER RITROVARE LO SPAZIO INTERNO


Una pratica semplice, da fare ogni volta che senti che stai perdendo fiducia o presenza.


1 Fermati un istante: non devi sederti e importi di rimanere fermo, basta solo interrompere il gesto per ritrovare l'attenzione.


2 Inspira lentamente e lascia che il respiro si allarghi ai lati del torace.


3 Espira ancora più lentamente e senti il ritorno verso il centro e l'aumento della stabilità interna.


4 Nota quel punto del tuo corpo che è maggiormente contratto, che chiede spazio, non correggerlo, solo prendine consapevolezza.


5 Offriti la lentezza, un millimetro è sufficiente.


6 Rimani lì per tre respiri: lo spazio interno si apre nel tempo che concedi, non nello sforzo che fai.



COME SI RITROVA LA FIDUCIA


La fiducia non nasce da un pensiero positivo, nasce da un corpo che si sente ascoltato.


Non basta e non è naturale sforzarsi di essere positivi quando i pensieri ansiogeni sono in movimento frenetico e il corpo in accelerazione; farlo significa soffocare e schiacciare ciò che stiamo provando, significa negare noi stessi.


Molte persone si riempiono la bocca con frasi del tipo: "pensa positivo", "sorridi che le cose andranno meglio".

Questo è reprimere e soffocare e il più delle volte aumenta l'ansia e lo stress.


La fiducia nasce invece dall'accettazione e dall'ascolto.

Per ascoltare è necessario fermarsi, ritrovare il respiro naturale e iniziare a dare spazio alle zone contratte, per lavorare in primis sul corpo e sul sistema nervoso - rallentiamo.

Poi trasformiamo l'autocritica eccessiva in una voce gentile e utile al nostro scopo, una voce che ci guida, qualsiasi cosa stiamo affrontando.


Quando rallenti:


Il corpo si sente visto, il sistema nervoso al sicuro


La mente smette di anticipare


Il giudizio perde forza


La presenza si stabilizza, l'attenzione si rinforza


La pulsazione torna ad essere morbida


La fiducia è un effetto di questo cambio di paradigma: scegliamo di rallentare, ascoltare e poi agire.



CONCLUSIONE


Lo spazio interno è il luogo in cui la presenza si rigenera.

Non si conquista, si ritrova.

E si ritrova ogni volta che scegliamo la lentezza come gesto di cura, come modo di tornare a noi stessi, come porta verso una fiducia più ampia e più quieta.


Nel prossimo capitolo integreremo tutto il percorso: Dal Giudizio alla Presenza, portando Spanda nella vita quotidiana.










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